turismo intermediazioneCeravamo tanto amati… «Firmavi un contratto con Booking.com o con Expedia e il giorno dopo arrivavano le prime prenotazioni, da un paesino dellAspromonte o da Manhattan. Il nome del tuo albergo veniva conosciuto in tutto il mondo. Sembrava un bel matrimonio, il nostro. Poi il partner si è fatto sempre più esoso e adesso tra hotel e portali di ricerca e prenotazione cè una crisi pesante. Come in tutte le separazioni, siamo ormai in mano agli avvocati». Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi, racconta così la grande rivolta dei titolari di hotel – italiani ed europei – contro i colossi che via Internet ti dicono dove dormire e mangiare, come viaggiare. È una guerra con due eserciti schierati: da una parte le Olta Online travel agenciesarmate di Mfn Most favoured nation, nazione più favorita.

Dall’altra l’Hotrec Confederazione europea degli imprenditori del settore alberghiero della quale Federalberghi è socio fondatore.Facile perdersi in mezzo a tutte queste sigle. «La questione è però abbastanza semplice», spiega Nucara. «Non possiamo più accettare clausole presenti nei contratti sottoscritti in passato che si sono rivelate un vero capestro. Abbiamo scoperto che non siamo più liberi di fare offerte speciali per le nostre camere. Il prezzo non può mai scendere sotto quello indicato nel sito con cui abbiamo il contratto. Se prima di Capodanno mi trovo con trenta camere libere, e voglio venderle perché comunque ho il personale già stipendiato, non posso scontarle a 70 se il sito mette 80 come miglior prezzo. Faccio un esempio: lei decide di andare a comprare vino e salami da un contadino e lui le risponde che non può fare prezzi più bassi rispetto ai negozi di città. Non si uccide così la libera concorrenza?».«Non è possibile – continua il direttore – accettare più a lungo una situazione in cui le aziende alberghiere vengono private della libertà di svolgere liberamente il proprio ruolo. 

C’è un danno per noi ma anche per i consumatori. Per questo abbiamo deciso di chiedere lassistenza dello studio legale McGuireWoods di Bruxelles e di valutare la possibilità di richiedere lintervento dellAutorità antitrust italiana». Fuori dalle dichiarazioni ufficiali, tanti albergatori dicono che «fare contratti con siti come Booking.com equivale a consegnare loro le chiavi dellhotel» e che «dopo la firma non sei più padrone della tua azienda».Il fronte contro i boss della Rete comunque si sta ampliando. Le autorità della concorrenza hanno avviato lanalisi delle Mfn usate dalle Olta in Austria, Francia, Germania, Ungheria, Norvegia, Svezia, Svizzera e Regno Unito. Pochi giorni fa, il 20 dicembre, il Bundeskartellamt l’Autorità antitrust tedesca ha stabilito che la clausola del «miglior prezzo» imposta dal portale Hrs agli alberghi costituisce una violazione del diritto alla concorrenza e ne ha deciso l’eliminazione dai contratti a partire dal primo marzo 2014. Analogo procedimento è

viaHotel contro agenzie online: “Troppo esose” – Pagina 1 | Repubblica Viaggi.