Turismo sul web


imagesGoogle crede nel turismo italiano e nel made in Italy e investe. Mancano solo le imprese italiane a credere nel web…Ripubblichiamo l’articolo di Antonio Maroscia sullo studio finanziato da Google  turismo italiano e i rapporti degli operatori con il web come strumento di promozione e vendita online. Abbiamo evidenziato l’ultima frase che condividiamo in pieno.  Alla fine del post trovate la rivista consultabile online o scaricabile in formato pdf  che contiene lo studio di cui si parla nell’articolo.

Turismo e made in Italy, potrebbero sviluppare 250mila posti di lavoro

“Il 3 e 4 dicembre scorsi si è tenuto a Firenze il BTO (Buy Tourism Online) 2013, un’importante incontro internazionale sul tema del Turismo sul Web. In uno dei tanti incontri è stato presentato uno studio condotto da Tourism Economics, una società Oxford Economics, finanziato da Google, dal titolo “L’impatto dei Contenuti Online sul Turismo Europeo”.

Per la ricerca sono state prese in esame Italia, Grecia e Spagna, paesi che sono stati colpiti più duramente dalla crisi economica internazionale e che a detta di questo studio sfruttano meno di tutti gli altri il web come mezzo di promozione e di vendita delle loro principali attrazioni turistiche.

“Internet svolge un ruolo vitale e sempre crescente nel settore dei viaggi europei, premette lo studio. Ormai il contenuto online è una fonte primaria di informazioni sui viaggi, che supera tutte le altre forme di media e marketing tradizionali in Europa. Le agenzie di viaggio entrano in contatto con i consumatori attraverso strumenti di marketing online, social media, app di viaggio, funzionalità di ricerca e piattaforme di prenotazione. Queste fonti di informazione e canali diversificati spingono sempre di più il settore del turismo europeo.”

“Tuttavia – riporta lo studio -, anche se la domanda di turismo si sta orientando sempre di più verso l’ambiente online, e la cultura è un fattore motivante, solo una proporzione relativamente bassa di operatori in Spagna, Italia e Grecia usa il commercio elettronico per entrare in contatto con potenziali clienti. Un tale squilibrio presenta una significativa opportunità per incrementare le vendite mediante un’adozione più ampia da parte del settore delle piattaforme di vendita e di marketing via Internet.

” Nell’industria turistica, se venissero adottate misure atte a promuovere attività online comparabili a quelle dei Paesi guida della UE, quali ad esempi Svezia e Irlanda, porterebbe ad un incremento del PIL del 3% in Grecia e dello 0.5% in Spagna.

L’Italia vedrebbe crescere la propria domanda turistica di circa il 10% e il PIL e il tasso di occupazione del Paese di circa l’1%. Date le dimensioni dell’economia, questo si tradurrebbe in circa 250.000 nuovi posti di lavoro.

L’importante per l’Italia, aggiungo io, è capire che tutto questo è reale, non stiamo parlando di fantascienza o di progetti utopistici. Se una delle aziende leader del web quale è Google, ha deciso d’investire in Italia proprio nei settori del turismo e del Made in Italy, come confermato tempo fa Eric Schmidt con il progetto dei Distretti sul web http://www.google.it/get/distrettisulweb/ e con il finanziamento di studi per il turismo sul web in Italia vuol dire che il potenziale di crescita è davvero notevole.

viaTurismo e made in Italy, potrebbero sviluppare 250mila posti di lavoro.

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *