Acquisti online: il mobile commerce in Italia è a +255%, si comprano soprattutto viaggi e turismo


ecommerce-shopping-turismo comeL’ eCommerce non sente i morsi della crisi economica. Mentre, infatti, quest’anno i consumi offline sono ancora in sofferenza, quelli derivanti dagli acquisti online non mostrano segnali di cedimento, anzi corrono a doppia cifra avviandosi a una chiusura danno con un incremento del 18% sul 2012.Non è però questo il dato più eclatante che emerge dallOsservatorio eCommerce B2C di Netcomm e della School of Management del Politecnico di Milano. A saltare subito agli occhi è, infatti, un’altra percentuale: l’incremento a tripla cifra del mobile commerce, che registra un +225% rispetto al 2012, con un totale acquisti che passa da 144 a 510 milioni di euro.


Una crescita impetuosa, come sottolinea Alessandro Perego, responsabile dellOsservatorio: “Il 2013 è lanno del mobile commerce” commenta “e, da soli, gli acquisti tramite smartphone rappresentano oltre il 20% della crescita annua totale, superando il mezzo miliardo di transato cui va aggiunto il valore di un miliardo di euro per gli acquisti via tablet. Attraverso questi device passa il 12% del mercato eCommerce”. In totale, dal consuntivo dell’Osservatorio emerge che leCommerce B2C registra un aumento del 18% sul 2012, pari al 95% rispetto al 2009, che porta le vendite da siti con operatività in Italia a 11,3 miliardi di euro. Cresce anche il numero dei web shopper, passati da 12 a 14 milioni in un anno. Fra i prodotti e i servizi più venduti sul web la quota di mercato maggiore, pari al 43%, è sempre appannaggio del turismo: il settore dei viaggi riporta un aumento di 13 punti percentuali, soprattutto grazie agli operatori del trasporto aereo e dei portali di hotel.

 

Tra i servizi, il comparto delle assicurazioni segna un più 14% e, complessivamente, i servizi pesano per il 61% delle vendite. Tra i prodotti, invece, aumentano del 30% gli acquisti nel settore dell’abbigliamento e del 20% quelli di informatica ed elettronica di consumo.  Tutto positivo, dunque? Non proprio, dal momento che in Italia l’eCommerce ha conquistato, per ora, solo una piccola porzione del mercato. Con uno share del 3% sul totale delle vendite retail il nostro paese è, infatti, agli ultimi posti tra i mercati europei.

Nei paesi più maturi, quali Gran Bretagna, Stati Uniti, Corea e Giappone, lo share oscilla tra il 10 e il 14%, mentre in Germania, Francia e Spagna la percentuale dell’ eCommerce è più bassa. L’Italia si allinea invece agli altri paesi del continente per quanto riguarda il tasso di crescita del 18%. In effetti Germania, Francia e Spagna registrano tutti percentuali comprese tra il 10 e il 18%, mentre i mercati emergenti hanno tassi che oscillano tra il 17% del Brasile e il 33% dellIndia. Un dato è certo: la corsa dell’ eCommerce nel Vecchio Continente non è destinata a rallentare, anzi.

Le previsioni a livello europeo indicano, infatti, un raddoppio del mercato entro la fine del 2016, guidato da una maggiore fiducia negli acquisti online e da un numero crescente di web shopper. Si stima, inoltre, che il comparto possa arrivare a generare, in Europa, 2 milioni di posti di lavoro diretti e indiretti. In Italia la progressione deleCommerce è evidente se si esaminano i dati dellultimo trimestre: in questo periodo gli acquirenti online attivi hanno superato la soglia dei 14 milioni, con una crescita pari al 55% in due anni. Un settore in piena espansione, dunque, ma che in Italia potrà svilupparsi ancora di più nel momento in cui le aziende riusciranno a integrare maggiormente lesperienza di acquisto con una soluzione mobile in unottica multicanale.

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