Da Ground Zero al Frignano


imagesIl poderoso sistema difensivo del Frignano nel Medio Evo.

Torri, castelli…molti di questi in contatto visivo tra loro.

Alcune torri, alcuni castelli sono arrivati fino a noi e tra questi, una parte sono stati ristrutturati, altri cadono a pezzi.

Di alcuni non rimane che il ricordo in antichi inventari. Frane, terremoti, guerre, il tempo, hanno fatto sparire ogni traccia.

Niente è eterno.

Del resto anche delle Twin Towers del World Trade Center a New York non rimane che il ricordo…e le luci che vengono accese al loro posto. Ground Zero.

Una luce al posto di una torre.

E una luce per ogni torre.

Illuminare ogni torre, ristrutturata o diroccata. E mettere una luce al posto di ogni torre che non c’è più.

Per un’occasione speciale si potrebbero illuminare tutte, prima quelle esistenti, poi tutte le altre che si aggiungono.download (1)

Occasioni speciali per non inflazionare uno spettacolo che potrebbe essere unico nel suo genere. Se le torri potevano vedersi tra loro, immaginiamo cosa potrebbe essere lo spettacolo di fari potenti che illuminano il cielo, accanto a loro o al loro posto.

Occasioni speciali perché uno spettacolo non può incidere sulla sostenibilità economica e ambientale del territorio.

Però…provate a pensare all’emozione che potrebbe suscitare il Frignano illuminato in questo modo.

A cosa serve? A vendere emozioni, a far scoprire e riscoprire un territorio carico di fascino.

Non si può certamente parlare di ricostruzione storica. Il Medio Evo è durato mille anni e non tutte le fortificazioni erano contemporanee.

Si potrebbe studiare un sistema per accendere i fari non solo tutti insieme in occasioni di festa coivolgenti l’intero territorio, ma per periodo storico e contemporaneità in occasione di feste rievocative in un paese o castello.

Non siamo in grado di dire come fare dal punto di vista tecnico e storico, il Frignano ha sicuramente le risorse e le competenze per realizzare un progetto di questo tipo.

Proponiamo un’emozione per grandi e piccoli, uno spettacolo che può essere assimilato ai fuochi d’artificio o ad una fiaccolata, ma in grande, molto in grande.

E’ una piccola cosa in confronto al restauro completo delle strutture in pericolo o alla ricostruzione di quello che non c’è più ma può rappresentare un’idea per valorizzare il territorio, per creare senso di appartenenza e superare i campanilismi, per incuriosire anche chi sul nostro Appennino non metterebbe mai piede, e perché no, per attrarre investitori.

E soprattutto, l’accensione di una luce sulle torri in pericolo significa l’accensione della luce sul problema della conservazione di un patrimonio storico che non deve essere perduto, per nessun motivo.

(La ditta che ha seguito il progetto di Manhattan è italiana, la real space Cannon in liquidazione)

Donatella Franchi
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