Turismo, dall’Enit a Confesercenti


Notizie della settimana.

-L’Italia non ha un candidato per il rinnovo dei vertici dell’Organizzazione mondiale del turismo (UNTWO), l’agenzia dell’Onu che si occupa delle politiche mondiali per il turismo. Perché? Mah, ci siamo dimenticati? E’ dal ’78 che l’Italia fa parte di questo organismo e abbiamo al suo interno 24 membri. Non siamo interessati? Possiamo fare a meno di essere protagonisti a livello mondiale per quanto riguarda il turismo in tutti i suoi aspetti?

-Per un cambio di deleghe e competenze sul  turismo tra la Presidenza del Consiglio e il Ministero della Cultura c’è stato un mostruoso ingorgo amministrativo-burocratico e circa 150 milioni di fondi destinati a progetti e finanziamenti.

-In compenso, l’Enit (agenzia nazionale del turismo) scrive sul suo sito che per quanto riguarda le vacanze, la bilancia pende dalla parte del nostro paese. Non male, andiamo avanti a leggere:

“E’ riconducibile ai mercati extra-UE la crescita considerevole della spesa turistica dell’Italia nel 2012 che, secondo i dati della Banca d’Italia, ha fatto segnare un introito di 32 miliardi di euro, con un incremento del 3,8% rispetto all’anno precedente. Ai vertici della classifica figurano i Paesi Bric dove si registra in forte ascesa la spesa dei turisti provenienti dalla Russia (+28,8% ), dalla Cina (+29%), dall’India (+42,5%). In aumento anche gli introiti dagli USA (+7,7%), dall’Australia (+11,2%) e dal Giappone (+12,5%).

Questi numeri confermano i risultati dell’Indagine che l’Agenzia-ENIT ha condotto attraverso la sua rete estera, sul fronte del turismo organizzato, presso i principali Tour Operator per verificare l’andamento delle vendite del prodotto-Italia nella stagione turistica estiva ormai avviata.”


-A parte il fatto che questo è il comunicato stampa di un ente nazionale e non è disponibile nemmeno una traduzione in inglese, come dobbiamo allora interpretare quello che dice Confesercenti nel suo comunicato stampa “I lusinghieri voti espressi dagli stranieri contrastano con il calo costante della quota di turismo estero che l’Italia intercetta sul piano mondiale. Eravamo agli inizi del decennio oltre il 6% e siamo scesi ben sotto il 5%.” rispetto a quello che si legge sopra dell’Enit?


Stiamo migliorando o peggiorando? Questi dati sono in contrasto tra di loro o sono perfettamente compatibili? Come si lega la spesa turistica straniera in aumento con la nostra quota di mercato mondiale in diminuzione? Il mercato mondiale cresce, la nostra quota scende ma il turismo straniero ha comunque buoni dati perché prendiamo una quota minore di qualcosa che comunque sale. E’ solo un esempio: adesso qui viene il 4% di 100  anziché il 6% di 80 di qualche anno fa. Ma è sul 100 che dovremmo avere almeno il 6% e come obiettivo la crescita…se non lo diciamo omettiamo un dato importante.

Cosa succede in Europa? Secondo il Fatto quotidiano

“Tutto ciò accade mentre il turismo mondiale cresce e di questo incremento l’Italia, quinta potenza mondiale del settore, non riesce a trarre da anni alcun beneficio. I dati mondiali sul turismo, elaborati per il 2012 proprio dal WTO, parlano infatti di un balzo del volume di affari, avvenuto lo scorso anno, attorno al 4%, che ha significato il raggiungimento di quota 1075 miliardi di dollari.

In valori assoluti, i ricavi del turismo in Europa continuano a rappresentare la fetta più rilevante del volume mondiale di affari (457 miliardi di dollari, equivalenti al 43% del totale), contro i 323 miliardi di dollari di Asia e Pacifico ed i 215 miliardi delle Americhe. E mentre l’Italia, nel 2012, ha sostanzialmente mantenuto i numeri del 2011 (circa 46 milioni di arrivi), molte nazioni, tra cui anche diretti competitor del nostro Paese, hanno incrementato la propria quota di mercato: Stati Uniti (+11%), Francia (+7%), Germania (+6%), Gran Bretagna (+5%) Hong Kong (+14%), Svezia (+17%), Giappone (+33%), Corea (+14%) e Finland (+16%).”

Alla luce di questo, quanto è giustificato l’ottimismo dell’Enit? Come deve essere considerato l’operato del Governo e degli enti nazionali e locali rispetto ad un aspetto dell’economia italiana di vitale importanza per la ripresa economica? Ha ragione Confesercenti quando auspica una politica del turismo a livello nazionale che coordini l’operato delle regioni? Ma allora l’Enit e il ministero della Cultura cosa stanno facendo esattamente?

A questo punto si impone un modo di raccogliere e divulgare i dati omogeneo e completo sul territorio nazionale, che tenga conto delle nuove tecnologie e occorre che i database siano messi a disposizione di tutti (open data) in tempo reale per essere aggregati e confrontati . I dati sono uno strumento essenziale di lavoro per gli operatori del settore.

Donatella Franchi
Pagina Facebook
turismocome@gmail.com

 

 


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