Le piccole strutture turistiche e la specializzazione dei servizi.


Un piccolo albergo, un agriturismo o una locanda. Per combattere la crisi potrebbe essere una buona idea specializzarsi ed offrire servizi di buon livello per una o più nicchie di mercato. Ce ne sono alcune particolarmente interessanti che possono essere valutate da sole o abbinate tra loro. Una campagna promozionale mirata sui social media aiuterebbe ad attirare nuovi clienti e a  fidelizzare chi si è trovato bene. E’ la visione di strutture piccole ma aggressive e dinamiche sul mercato.

La crisi economica non risparmia nessun settore, nemmeno il turismo. E’ un momento di grande incertezza economica ma anche di grandi opportunità di cambiamento per chi può e vuole coglierle.

Se non siamo soddisfatti del nostro fatturato dobbiamo guardarci intorno alla svelta, siamo alla vigilia della stagione estiva.

Abbiamo la possibilità di pubblicizzare la nostra struttura tramite internet a costi competitivi rispetto ai canali tradizionali (TV, stampa, cartelli, volantini), possiamo sicuramente pubblicizzare il nostro territorio, raccontare storie, commissionare video.

Ma c’è ancora qualcosa che possiamo considerare. Esistono nicchie (o meglio fette consistenti di mercato) di viaggiatori che hanno esigenze particolari.

Proviamo a considerarne qualcuna e a pensare in breve se la nostra struttura potrebbe essere particolarmente appetibile per una o più di queste categorie di viaggiatori. Per struttura intendo  tutto, a cominciare dalle caratteristiche del fabbricato, l’ambiente circostante, la formazione del nostro personale  per finire al target solito dei nostri clienti.

Potrebbe essere interessante dal punto di vista economico e promozionale offrire servizi esclusivi.

Strutture pet friendly: abbiamo una struttura adatta ad accogliere animali e già lo facciamo? Abbiamo un bel giardino e un’area di questo potrebbe essere dedicata agli amici pelosi? Siamo in un ambiente naturale adatto alle passeggiate, abbiamo parchi attrezzati intorno a noi? Potremmo provare ad offrire qualcosa in più come un servizio di dog sitter, inserire salviettine specifiche e tappetini monouso nel courtesy set della camera, preparare dolcetti senza zucchero adatti ai cani da offrire assieme ai cioccolatini per i proprietari, fornire le camere di ciotole, convenzionarci con un veterinario che si renda disponibile in caso di emergenza. Facciamo una campagna pubblicitaria incentrata su di loro, gli amici pelosi, creando l’idea di un’atmosfera amichevole e informale.

Pensiamoci non una ma dieci volte se: abbiamo la moquette o il legno nelle stanze o nella maggior parte dell’albergo, le camere non sono insonorizzate, il nostro personale non si mostra entusiasta, la nostra solita clientela non gradirebbe. L’atmosfera è importante e il soggiorno deve risultare gradevole a tutti.

Circuito gay friendly. Si lo so la prima cosa che viene in mente è: sono clienti come tutti, perché dovrei dire loro che sono i benvenuti, è una cosa scontata, per quale motivo dovrebbe essere diverso? Certo, ci mancherebbe che un albergo aperto al pubblico discriminasse  i clienti in base alle preferenze sessuali. Non è questo. Entrare a far parte del circuito gay friendly è molto più di questo: significa garantire un’atmosfera cordiale e rilassata che metta a proprio agio ogni ospite, cosa tutt’altro che facile. Il turismo delle coppie gay è un mercato assolutamente interessante da tanti punti di vista. Le coppie gay sembra abbiano un’elevata capacità di spesa, in genere possono viaggiare in periodi dell’anno non legati ai calendari scolastici e sembrerebbero prediligere mete turistiche che offrano opportunità artistiche e culturali di buon livello. Quindi, se siamo una struttura inserita in un contesto con molto appeal dal punto di vista dell’offerta culturale e naturale, se gli abitanti della zona sono abituati al via vai di turisti, se possiamo vantare un’atmosfera di fascino all’interno del nostro albergo, se la nostra clientela abituale è varia e con un buon livello culturale e soprattutto, se possiamo contare sulla preparazione e la discrezione del nostro personale, allora possiamo proporci per essere pubblicizzati in questo circuito.

Pensiamoci non una ma dieci volte se: la nostra struttura è inserita in un contesto paesano non turistico, se capiamo che la nostra clientela abituale non apprezzerebbe, se il nostro personale non è affidabile dal punto di vista della discrezione, se non siamo in grado di offrire un servizio all’altezza della situazione. Un conto è il dovere di garantire ospitalità senza pregiudizi, altro è pubblicizzare la propria struttura garantendo un soggiorno al riparo da sorprese in un ambiente amichevole e rilassante. Fatevi queste domande e siate onesti nelle risposte che vi date perché non è importante quello che pensate voi sull’argomento, in questo caso è molto più importante il contesto in cui siete inseriti.

Turismo accessibile. Mi riferisco in questo caso strettamente al turismo delle persone con difficoltà di deambulazione anche se la categoria è molto più ampia. Mi riferisco a persone in grado di viaggiare in piena autonomia, turisti a tutti gli effetti che hanno semplicemente bisogno di strutture attrezzate. Non ci sono molte domande da farsi in questo caso: o la nostra è una struttura adeguata o non lo è. Se stiamo per ristrutturare abbiamo una buona occasione ma guardiamoci intorno e chiediamoci se il territorio in cui lavoriamo è accessibile o no in generale e calibriamo la nostra ristrutturazione in base a quello. Anche in questo caso vale quanto detto prima: una cosa è garantire l’accessibilità a tutti, un’altra è pubblicizzare un servizio di qualità. Per fare in modo che soggiornare da noi sia un’esperienza da ricordare con piacere serve una marcia in più. Preveniamo i bisogni dell’ospite con il giusto atteggiamento, ricordando che abbiamo di fronte persone che normalmente lavorano, guidano l’auto, hanno una famiglia o magari vivono sole e se la cavano benissimo. Hanno bisogno di buoni servizi, non di compassionevoli baby sitter.

Turismo per famiglie. E’ una categoria veramente molto ampia, ma se vogliamo uscire dal mucchio tutto deve essere centrato sui servizi mirati a figli e genitori. Servizio di babysitter, animazione, angoli giochi all’aperto e al chiuso,  menù studiati per piacere ai più piccoli, attrezzature come lettini e seggioloni a disposizione, courtesy set per bambini nelle camere, un pediatra convenzionato e disponibile, pay tv con canali adatti o dvd e lettori a disposizione, wi fi, convenzioni con pizzerie e impianti sportivi  non sono cambiamenti costosi da realizzare ma fanno la differenza. Ultima solo in ordine di presentazione è la campagna pubblicitaria che dovrebbe suggerire un’atmosfera allegra e frizzante utilizzando foto, video e perfino i disegni che potreste farvi lasciare. In questo caso la fantasia offre soluzioni infinite.

Pensiamoci bene a promuovere la nostra struttura come perfetta per le famiglie se la clientela abituale è incompatibile con l’allegro rumore dei bambini e se non ci sono gli spazi adatti.

Qualsiasi sia la categoria che fa per noi, l’importante è che chi arriva possa trovare non solo una stanza pulita, ma un’accoglienza calorosa e professionale allo stesso tempo, che possa contare su di noi per risolvere piccoli problemi, che ognuno si senta coccolato e speciale, il benvenuto.

L’effetto sarà garantito.

 

Donatella Franchi
turismocome@gmail.com
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