La raccolta dati per la movimentazione turistica. Sistemi a confronto 1


Abbiamo parlato pochi giorni fa dei dati raccolti e messi a disposizione dalla Provincia di Modena. Ma come vengono raccolti questi dati? Quali sono gli adempimenti che ogni struttura turistica è obbligata a rispettare ogni volta che un cliente arriva al check in?

Ogni volta che appoggiamo lo zaino o il borsone, il passeggino, gli sci e tutto quello che ci siamo portati dietro davanti al bancone della reception e che veniamo accolti, il gestore ha l’obbligo di inviare una comunicazione alla questura facendo presente che siamo lì. Fino a poco tempo fa queste segnalazioni venivano raccolte dal posto di pubblica sicurezza più vicina nei modi tradizionali, dalla consegna a mano dei cedolini all’invio di fax. Mancavano solo i segnali di fumo. Da qualche anno a questa parte (ma non tanti), anche dalle strutture dell’ultimo sperduto paesino si accede al sito della questura (Modena è stata forse la prima ad attivare questa modalità), si fa il login e si immettono i dati che vengono richiesti. Semplice, lo riesce a fare chiunque, anche chi del computer conosce solo le funzioni start e arresta sistema. E’ una cosa completamente acquisita.

Ma non è finita qua. Ogni volta che noi come si diceva sopra varchiamo la soglia del campeggio, hotel, bed & breakfast con armi bagagli cani e figli al seguito, lattanti compresi, il gestore dovrà trasmettere alla provincia a fini statistici i dati sulla nostra presenza: quanti siamo, quante camere occupiamo, quando arriviamo, quanti giorni restiamo lì e da dove veniamo. Allo stato attuale, la provincia li prende, ci tira fuori qualche dato per Se’ che dica in generale come è andata la stagione turistica e li trasmette all’Istat.

Come vengono raccolte queste informazioni? Ecco, qua entriamo nel vivo della questione. Ogni provincia fa come può e come riesce.

L’Istat mette a disposizione uno strumento di rilevazione: una tabella riassuntiva e un foglio excel (tavola A) da compilare in formato cartaceo da portare a mano in provincia oppure da salvare sul pc, compilare e spedire via email. Visto che siamo curiosi lo abbiamo provato. In realtà, una persona abituata ad usare il pc non può trovare nessun tipo di difficoltà e non deve nemmeno fare nessuna somma, è tutto automatico e protetto. Ma chi non ha dimestichezza con il computer si trova davanti un foglio di dimensioni mostruose e fa fatica a mettere le crocette al punto giusto. Chi compila il cartaceo deve anche fare le somme oltre a beccare le righe giuste. Come è considerato? Nel migliore dei casi una rottura di scatole, un ulteriore obbligo burocratico che non porta nessun risultato per il tempo speso a compilarlo. Il tutto deve essere consegnato entro il 5 del mese successivo a quello di riferimento.

Tutte le province usano questo modulo? No, non necessariamente ma i dati devono essere raccolti comunque.

E nel 2012, i dati raccolti in questo modo, che fine fanno in provincia? Arrivano sul tavolo e sul pc di funzionari sulla buona strada per la beatificazione che li ricopiano, se va bene con un copia e incolla, altrimenti li copiano dal cartaceo. In provincia di Modena ci sono circa 620 strutture.

Gli scribacchini amanuensi nel settore privato sono stati soppiantati da gestionali che fanno anche il caffè e che possono stare addirittura online da parecchio tempo, il tutto a favore della produttività e della qualità, due concetti che nel pubblico in alcuni casi stentano ad uscire dalla nebbia.

Si diceva, siamo nel 2012 e finalmente qualcosa si muove. Progetto SPOT. I dati Istat vengono raccolti attraverso un software gratuito online messo a disposizione dalla regione. Nella versione completa la raccolta include l’obbligo di comunicazione alla questura e la raccolta di altri dati oltre a quelli richiesti dall’istat riguardanti età, sesso, mezzi utilizzati per gli spostamenti, sistemi di prenotazione e quello chepuò servire. Tutto questo avviene semplicemente attraverso le procedura di check in e check out, in modo semplice e guidato. Esiste una versione che prevede la possibiltà di dialogo tra il gestionale della struttura e il software per la rilevazione.

Il progetto SPOT è della regione Puglia. L’obiettivo?

“’ottimizzare il sistema di comunicazione tra gli attori coinvolti (strutture ricettive, uffici regionali/provinciali, organi di Pubblica Sicurezza), al fine di ridurre la complessità organizzativa ed i costi gestionali della rilevazione statistica, attualmente a carico dei gestori delle strutture ricettive e degli uffici competenti, e di disporre dei dati giornalieri delle presenze turistiche a vantaggio di una migliore programmazione turistica e territoriale.I dati statistici, infatti, oltre ad essere obbligatori per legge, sono informazioni fondamentali per pianificare le strategie territoriali per il turismo e per programmare la destinazione delle risorse e le attività di marketing.”

E l’Emilia Romagna? In Emilia un progetto simile lo ha messo in piedi la provincia di Forlì Cesena. Si chiama webstat riunisce in un’unica registrazione gli adempimenti per la questura e per l’ISTAT, senza bisogno di scaricare nulla, basta accedere al sito  www.provincia.fc.it:444/statistica.turismo/ e fare il login previo accreditamento della propria struttura. Cosa avrà spinto questa provincia ad osare tanto? Probabilmente la disperazione dato il numero terrificante di dati da ricopiare in riviera, ma forse anche la consapevolezza che il lavoro fatto in questo modo apre la strada ad un utilizzo dei dati in modo molto più tempestivo rispetto a quanto reso possibile da una raccolta mensile che ha bisogno di ulteriore tempo per essere ricopiata e aggregata.

Altre province in Emilia Romagna utilizzano o si apprestano a sperimentare questo sistema.

E Modena?

Il foglio excel. Ma uno spiraglio si apre: nel foglio che spiega le modalità e i termini della movimentazione turistica si legge in fondo:

“I gestori che utilizzano un proprio softwere gestionale potranno inviare i dati attraverso il proprio gestionale, opportunamente modificato sulla base delle maggiori informazioni richieste da Istat .”

Solo una domanda: a che punto stiamo? E’ possibile farlo? A Reggio Emilia si, anche se l’ufficio statistico ottiene solo il 10% dei dati in questo modo, il resto li copia.

A questo punto diventa un obbligo chiedersi per quale motivo, nei nostri uffici statistici,  i funzionari che sono impegnati in questa raccolta,  devano essere utilizzati per un lavoro di inserimento dati. Non crediamo che la loro professionalità e le loro potenzialità devano esprimersi in una sostanziale perdita di tempo. Quello che dovrebbero fare è l’analisi e l’aggregazione dei dati, eventualmente la raccolta di dati extra attraverso l’utilizzo di uno strumento analogo a quello messo in campo dalla regione puglia o dalla provincia di Forlì-Cesena. Dovrebbero darsi anche alle rilevazioni qualitative, alla raccolta di dati utilizzabili per un progetto a lungo termine e dettagliato. Ecco, forse questo è il punto: ci vuole un progetto. Ci vogliono fondi. Non si possono utilizzare un po’ di quelli destinati alla promozione turistica? L’ufficio statistica non è un accessorio ma parte integrante degli strumenti di promozione, la parte più qualificata e in questo momento meno valorizzata.

Quello che dovrebbero fare è attivarsi e fare di tutto affinché i gestori delle strutture capiscano che la raccolta di dati a fini statistici non è qualcosa di astratto, che cade nel vuoto, un lavoro che toglie tempo ed energie ma un impegno che ha un’importanza strategica anche per loro. Oltre all’email che ricorda l’obbligo dell’adempimento, sarebbe il caso di inviare email che restituiscano il loro lavoro sotto forma di dati comprensibili e dati in tempo reale.

Come è andato il week end dell’Immacolata? Lo sapremo a marzo 2013? Forse.

Non ci servirà più. Dire che c’era pienone va bene per la cronaca, non te ne fai niente quando devi mettere in piedi o correggere un progetto di promozione turistica.

Naturalmente saremmo felici di ospitare commenti e rettifiche.



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Un commento su “La raccolta dati per la movimentazione turistica. Sistemi a confronto

  • rossella salvi

    Peccato essersi dimwenticati la Provincia di Rimini che ha avviato il progetto nel 2008.
    Inoltre la Provicnia di Rimini è l’unica ammninistrazione che ha inserito il progetto di raccolta dati in tempo reale (con il software TOWER) tramite il check-in nel Programma Statistico Nazionale