“Il mio amore è nato a Malaga” : NEL MUSEO CARMEN THYSSEN LA CULTURA ENTRA NEL DNA DELLA GENTE


“IL MIO AMORE E’ NATO A MALAGA” : NEL MUSEO CARMEN THYSSEN LA CULTURA ENTRA NEL DNA DELLA GENTE – di Claudia Cremonesi

Carmen Thyssen, la “Baronesa” o “Tita” come la chiamano affettuosamente gli spagnoli, alla fine del 2011 ha deciso di trasferire a Malaga, capitale della Costa del sol, la sua collezione personale di quadri (230 tele di artisti spagnoli e andalusi compresi fra la metà del XVIII° secolo e l’inizio del XX°) dopo aver esaminato le proposte di altre candidate importanti come Siviglia e Saint Feliu de Guixols.

Ma cosa ha convinto la catalana “Carmen Cervera Thyssen”, donna d’affari di grande temperamento, a consegnare il suo tesoro prezioso ad una città andalusa?  Quali garanzie hanno offerto le amministrazioni “malaguenas” per sconfiggere gli altri pretendenti e guadagnarsi la fiducia della baronessa?

Semplicemente, hanno presentato un progetto di rilancio globale della città, serio, credibile, innovativo, condiviso da tutte le forze economiche locali e coerente in ogni dettaglio con l’obiettivo di sviluppare le potenzialità della città, sia sotto il profilo economico-turistico, sia socio-culturale.

Malaga ha messo a disposizione un budget di 30 milioni di euro per la ristrutturazione del palazzo del 500 “Villalon”, in pieno centro città, dotandolo di tecnologie all’avanguardia, ha studiato un eccellente campagna di comunicazione rivolta alla promozione del museo, avviando interessanti ed innovativi progetti didattici rivolti alla cittadinanza con la collaborazione dell’Università locale, e promuovendo una serie di ricerche di mercato per garantire un’affluenza certa di circa 250.000 visitatori l’anno. In questo modo si è aggiudicata la concessione gratuita della collezione per i prossimi 20 anni, così come Carmen Thyssen aveva fatto con Madrid, una scelta che ha portato la capitale spagnola alla ribalta internazionale come modello culturale d’avanguardia.

Ma i “numeri” che hanno contribuito ad influenzare la decisione della Baronessa Thyssen sono legati, non solo, agli sforzi che Malaga, città di 600.000 abitanti, ha compiuto negli ultimi anni ma, soprattutto, a quelli futuri che incalzano a grande velocità, anche in tempi di crisi, nonostante le polemiche e le proteste di chi non è d’accordo con il cambiamento.

Un aeroporto collegato con 60 nazioni ed un traffico annuo di 14 milioni di passeggeri, 3 terminal, di cui l’ultimo inaugurato nel 2010, è il IV° aeroporto in Spagna ed il terzo della penisola Iberica per numero di passeggeri, il 22° nel mondo;

un porto mercantile e turistico nel quale ormeggiano tutte le navi crociera che transitano nel mediterraneo e dove sbarcano più di 4.000 turisti solo nella stagione estiva. L’architettura del porto è stata recentemente stravolta ed oggi il lungomare presenta modernissime pensiline che fanno ombra alle panchine disseminate fra aiole fiorite e giardini con oltre 1000 palme tropicali trapiantate, e dove si possono trovare diversi ristorantini e “cafeterias”. La seconda parte del progetto riguarderà la costruzione di una zona interamente dedicata ad attività commerciali di ogni genere per attrarre i turisti;

una università popolare nata nel 1972 che ha proposto una ricca scelta formativa e ha continuamente incorporato nuove infrastrutture ai suoi due campus principali. Gli obiettivi dell’Università di Malaga sono di offrire un “insegnamento di qualità” e di conseguire il “potenziamento della ricerca e lo sviluppo tecnologico”. Per riuscire, l’istituzione applica politiche e intraprende iniziative che stimolino questi aspetti. L’università mette a disposizione degli studenti corsi ufficiali e propri: corsi pre-laurea (seminari, corsi di specializzazione), “corsi ciclici” (di lunga durata) e corsi post-laurea. Completano l’ampia offerta formativa dell’università attività sportive e culturali;

una rete di trasporti modernissima, treni ad alta velocità che la collegano con le principali città spagnole e tra poco, grazie ad un progetto centrale, direttamente con la costa francese. Grandi investimenti sono stati fatti anche nelle reti autostradali che ormai collegano tutto il paese in poco tempo;

un polo di ricerca per studenti di economia impegnati in progetti start up al fine di implementare l’impresa privata fra i giovani, e per ingegneri neo laureati chiamati a collaborare alla creazione di progetti di utilità pubblica per la realizzazione di un modello di smart city al quale la città di Malaga aspira da tempo;

un patrimonio museale di prestigio che comprende il Museo Picasso, dedicato al pittore andaluso, inaugurato da pochi anni ed ora il Museo Carmen Thyssen dall’ottobre 2011.

Naturalmente le offerte turistiche di Malaga includono mare, spiagge, sport, ozio, divertimento, spettacoli, “ferias” folkloristiche, tanto e tanto flamenco, corride ed un festival del cinema.

La voglia di cambiamento a Malaga, così come a Cordoba, è travolgente e riesce a mettere d’accordo tutti i “malaguenos”, a qualsiasi livello, sia sulle decisioni da prendere, che sulle strategie da portare avanti, perchè la città possa aspirare al titolo di capitale culturale al pari di Barcellona o di Madrid. La partecipazione della gente si nota anche alle inaugurazioni di eventi di rilievo, quando le stelle del cinema, dello spettacolo e dello sport, dell’arte e della cultura, ormai conosciute in tutto il mondo grazie ad una promozione sostenuta dal governo centrale, accorrono da ogni parte per testimoniare gratuitamente il loro incoraggiamento e manifestare con orgoglio il proprio senso di appartenenza a questa terra.

Malaga ha intrapreso, con molto coraggio, la strada della “rivoluzione culturale”, un percorso difficile e rischioso nella Andalusia arabo/gitana ma necessario per rispondere alle esigenze di una popolazione completamente cambiata, dove le influenze anglosassoni e scandinave, perfettamente integrate nella società, hanno forgiato un nuovo modo di essere e di pensare senza per questo rinnegare le proprie “raices flamencas”.

Il Museo Carmen THYSSEN si inserisce perfettamente in questa svolta ponendosi come obiettivo la diffusione di una nuova cultura fra i giovani attraverso il concetto di “ museo partecipativo”, sviluppando progetti didattici legati all’arte su larga scala.

Il museo Carmen Thyssen non vuole essere solo un contenitore di opere d’arte e per questo promuove al suo interno un articolato Progetto Educativo. Anche quest’anno sostiene un intenso programma di attività con l’obiettivo di favorire il dialogo con l’arte, la partecipazione e l’analisi critica, facendo in modo che le grandi opere del museo siano uno strumento pedagogico e un vincolo che mette in comunicazione tutti i segmenti sociali. Il programma educativo annovera un equipe di educatori, integrati fra il personale del museo, che sviluppano numerose attività dedicate a più di 150 scuole oltre a centri sociali, famiglie, e docenti.

L’offerta si suddivide in tre grandi blocchi. Il primo dedicato ai centri educativi e sociali di tutta la provincia di Malaga, in collaborazione con l’Assessorato alle politiche educative del Comune, allo scopo di stimolare gli alunni a sperimentare i musei, e, inoltre, grazie al programma Thyssen SUMA e l’Università di Malaga, a garantire l’appoggio alle persone a rischio di emarginazione sociale o diversamente abili.

Il secondo blocco prevede laboratori con attività artistiche e partecipative suddivise in diverse categorie: Famiglie, In vacanza, Giovani e Artigiani creativi.

La tecnología e l’innovazione da un punto di vista collaborativo e sperimentale costituiranno le basi dell’ ultimo blocco: I Co-laboratori.

Ma l’attività didattica all’interno del museo comprende anche spettacoli di teatro e danza per famiglie, le sale del palazzo vengono concesse per organizzare eventi privati, culturali, istituzionali ed imprenditoriali allo scopo di avvicinare più gente possibile e far capire che un museo è la casa di tutti e non un oggetto d’elite.

L’obiettivo dei progetto educativo è proprio quello di insegnare ad amare la cultura, attraverso la conoscenza ma ha anche lo scopo di rendere i cittadini consapevoli dell’importanza di sostenere il museo nelle sue attività, per garantire un equilibrio finanziario, con i provenienti dalla gente comune, dalle imprese, dalle associazioni oltre ai proventi derivati dai servizi offerti ai visitatori come ingressi, audio-guide, negozi, caffè ed eventi vari.

Attualmente, il Museo sta elaborando una serie di iniziative locali con la collaborazione dei commercianti, che verranno promosse attraverso una campagna di comunicazione e di promozione finalizzata a vivacizzare la zona che ruota intorno al Carmen Thyssen.

Malaga è singolare, “solo hay una” come dice lo spot della regione andalusa, perchè è davvero unico il suo coraggio, la sua volontà di sfondare in un momento in cui tutto è congelato; ma la sua case-history dimostra che occorre professionalità da parte degli amministratori per ottenere il sostegno dei privati; che occorre studiare un progetto che funga da collante fra pubblico e privato, che è necessario insegnare cos’è la cultura prima ancora di farla, che è indispensabile rispondere alle esigenze di una società giovane in continua evoluzione, e che per compiere una rivoluzione culturale serve coltivare nei piccoli la passione per l’arte qualunque essa sia. Carmen Thyssen ha premiato l’eccellenza di Malaga, una città già proiettata nel futuro.

Ma per ottenere un consenso a 360° occorre trovare prima un valore aggiunto condiviso da tutti, un elemento distintivo nel quale tutti si possano identificare, e ciò non può avvenire su scelte operate da un singolo senza considerare la partecipazione collettiva. Questo deve essere il punto di partenza di un progetto serio che si può realizzare solo attraverso la definizione del city branding.

Nel suo primo anno di esercizio il totale delle entrate del Museo è stato pari a 3.900.000 euro, è stato visitato da 173 giornalisti stranieri provenienti da 25 paesi e da 160 mezzi di comunicazione, da 200.000 visitatori e da 130.000 via web nel mese di dicembre, da quando è entrato in vigore anche il progetto di comunicazione elettronica, mentre 4000 lo hanno seguito sul social network. Al programma educativo hanno partecipato in soli sei mesi da giugno a dicembre 5000 persone, mentre ai due cicli di attività culturali di flamenco e di lirica hanno aderito 1500 persone.

Dopo un anno di gestione il museo Thyssen di Malaga, ha convinto nuovi investitori recuperando il 34% delle entrate attraverso finanziamenti privati ed il preventivo annuale 2013, di recente approvazione, è di circa 3.4 milioni di euro per sostenere tutte le attività principali del museo.

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