Quando il turismo fai-da-te ha come mercato il mondo


Immaginate Ischia. Albergo 4 stelle, scelto per la piscina termale e l’immenso albero vero nel salone. Camera sulla piscina, a piano terra. Poi, girando girando ti imbatti in un bed and breakfast e chiedi di vedere com’è. Wow. Una casa privata, due camere e il bagno sul giardino con piccola e deliziosa piscina termale, colazione sotto il gazebo e chiacchiere a non finire con la proprietaria. Bye bye albergo.

Normandia, festa della primavera. Tutto pieno. Tutto tranne una locanda nel castello gestita dalla proprietaria, elegante e gentile. 2 camere con bagno immenso, colazione con vista sul parco e nessun problema per la presenza di Cloe, amatissima cagnolina al seguito. Prima di cena una chiacchierata in francese sul lago privato con Madame in compagnia del suo splendido setter.

Parliamo di qualche anno fa, c’era internet ma la promozione delle piccole strutture non era così presente e soprattutto non esistevano gli smartphone per trovare sistemazioni all’ultimo minuto. Eppure, dopo anni, se non ricordi i volti e i nomi ricordi però l’atmosfera e come quelle persone ti hanno reso speciale la vacanza.

Ripubblichiamo questo articolo per far notare a tutti i gestori che pensano che i turisti vadano da loro solo per dormire e fare colazione che si sbagliano di grosso. Il turista organizza il viaggio su internet, vuole vedere non solo le stanze ma anche la gente, vuole sapere cosa ne pensa chi è stato lì e vuole fare della propria vacanza un’esperienza. Il semplice vedere, visitare un luogo per i monumenti o il paesaggio non ha più l’attrattiva che poteva avere tempo fa. Per quello puoi farti un viaggio virtuale su internet. E’ il resto, quello che non si può avere su internet che interessa: il sole sulla pelle, il profumo della cucina, l’atmosfera di un luogo e soprattutto l’incontro con la gente.

Saranno sempre di più e dal punto di vista promozionale più aggressivi e più efficaci gli affittacamere e i piccoli bed and breakfast. Chi si fa promozione su internet a quel livello, ha molti strumenti per mantenere ed espandere contatti, condividere foto, filmati, eventi. In molti casi questa gente parla l’inglese e forse anche altro oltre la propria lingua madre. In molti casi è aperta, ha girato il mondo e sa come si riceve gente. Molte volte mette a disposizione posti unici, confortevoli e simpatici oltre al proprio wi fi domestico.

Vogliamo dormirci ancora un po’ su?

 

Il business in crescita di affittacamere e bed & breakfast in Rete

BRUNO RUFFILLI
TORINO

Per milioni di italiani le vacanze iniziano con un click: il fatturato del turismo online nel 2012 è stimato in 4,4 miliardi di euro, il 14 per cento in più del 2011. Rappresenta la parte più importante dell’e-commerce nostrano, con circa il 46 per cento del totale (9,62 miliardi quest’anno). L’Osservatorio B2c Netcomm del Politecnico di Milano descrive una situazione positiva nonostante la crisi, o forse proprio per questo: sul web i prezzi sono di solito più bassi che nelle agenzie viaggi, e in siti come Booking.com, eDreams, Venere, Skyscanner sconti e offerte speciali non mancano mai. Così su lastminute.com crescono del 20 per cento le prenotazioni di voli e addirittura del 65 per cento quelle di pacchetti vacanza tutto compreso (specie in medio Oriente).

Ma Internet non è solo un modo per risparmiare: vi si può avviare un’attività, per integrare uno stipendio incerto o scommettere su un futuro professionale diverso. Secondo l’Osservatorio Nazionale del Turismo, in Italia ci sono 36.659 alberghi, ma per cominciare basta una stanza, o anche solo un divano.

Airbnb

Così, nell’aprile 2011, ha cominciato Chiara R., piemontese con casa a Milano, responsabile comunicazioni interne di un’importante ditta di ristorazione. Si è iscritta al sito Airbnb e ha offerto il suo salotto: “I primi ospiti sono arrivati dopo pochi giorni”, racconta. Provengono da tutto il mondo, complice la posizione centrale dell’appartamento; per il salone pagano intorno ai 40 euro per notte, ma spesso scelgono la camera da letto, che per un minimo supplemento garantisce un po’ di privacy. «Per me non è un problema dormire sul divano», spiega Chiara. Ma non sarà un fastidio avere sconosciuti in casa? «Chi viene qui vede le foto, legge i giudizi degli altri e poi sceglie: vuol dire che ha qualcosa in comune con me, e non c’è mai imbarazzo o difficoltà di comunicazione». Anzi, spesso nascono amicizie e capita di incontrarsi di nuovo, magari dall’altra parte del mondo. «Qualcosa si guadagna – prosegue Chiara – ma non tanto da viverci: d’altra parte anche chi viene da me potrebbe permettersi un albergo, però preferisce passare qualche giorno in una vera casa italiana, vedere cosa mangio, come vivo. È l’esperienza che conta».

La casa su Facebook

Margareta C. ha occhi chiarissimi e capelli nerissimi. E un appartamento in centro a Torino con due stanze che affitta con la formula del bed and breakfast (20.030 in Italia secondo l’Ont). Non è mai vuoto, anche se negli ultimi due anni c’è stata qualche flessione: «I miei ospiti fanno a meno dell’albergo e per risparmiare scelgono il bed and breakfast, ma al viaggio non rinunciano», osserva la proprietaria. Su un motore di ricerca per b&b non è difficile trovare le stanze, e la clientela arriva spesso da lontano («Ho avuto ospite anche un danzatore butoh giapponese»). Ma Casamarga e la sua succursale a Lipari (con giardino rigoglioso e vista sul mare) sono anche su Facebook, come migliaia di altri appartamenti da affittare. Il social network dà visibilità e al contempo permette di selezionare gli ospiti: «È la versione attuale del vecchio passaparola», osserva Marga. Arrivano perlopiù amici e amici di amici, ma anche sconosciuti, che chiedono l’amicizia e poi curiosano tra le foto degli ospiti. Ne sono nati amori e amicizie, e per Marga e la sua famiglia un’attività di cui vivere.

L’agenzia

Dieci anni fa, Mirella e Alfredo preparavano un grande cesto di vimini con pane, formaggio, prodotti tipici, una bottiglia di vino. Era il benvenuto per gli ospiti della loro casa a due passi dalla Stazione Termini, che affittavano a turisti di passaggio a Roma da quando avevano scelto di trasferirsi in periferia. Oggi che Alfredo non c’è più, il bell’appartamento ottocentesco è gestito da un’agenzia specializzata: i clienti sono perlopiù tedeschi, americani, australiani. In Italia ci sono 16.726 affittacamere, e le famiglie con bambini sempre più spesso li preferiscono all’albergo. La concorrenza è aumentata, e con l’Imu, la percentuale dell’agenzia e le tasse, dell’incasso a Mirella non rimane granché. Così forse dovrà vendere la casa di via Turati, e dei tanti ospiti le resteranno decine di quaderni con ringraziamenti in tutte le lingue. Per un’attività che finisce, però, ne nascono centinaia. C’è chi si inventa le guide per iPhone da vendere sull’App Store, chi organizza tour nei luoghi misteriosi delle campagne toscane, chi apre in Puglia un agriturismo biologico pieno di tecnologia. Per guadagnare, la ricetta è semplice: ci vogliono fantasia e buona volontà. E Internet.

 

via La Stampa – Quando il turismo fai-da-te ha come mercato il mondo.


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