Il caso del Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano |


In vista del riassetto delle province italiane e della conseguente unione delle province di Modena e Reggio, ripubblichiamo questa intervista a Luciano Correggi, presidente del Gal (Gruppo di Azione Locale) Antico Frignano e Appennino Reggiano. Attraverso il Gal Modena e Reggio cooperano dal 1999 per lo sviluppo anche turistico delle zone rurali. Soci del Gal sono i maggiori enti che si occupano di promozione turistica nella Provincia di Modena

 

Il caso del Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano per agricoltura, turismo, cooperazione, energie ha già anticipato a suo modo “quella che vuole essere una sinergia”. Accade dal 1999. Parole di Luciano Correggi che mostra il risultato: 20 milioni di euro di investimenti generati negli Appennini. Ma non sono mancate le difficoltà.“Si fa fatica, a volte, ma se si lavora sui progetti si corre spediti e, anzi, meglio, perché si riassumono due realtà imprenditoriali e territoriali molto simili”. Spazza via così la domanda più insidiosa sul campanilismo tra Reggio e Modena Luciano Correggi, castelnovese, presidente dell’agenzia di sviluppo territoriale che, dal 1997 già unisce le due province chiamate, a partire dal prossimo anno, ad avviarsi alla fusione, secondo alcuni molto problematica…“Sono fiducioso – spiega Luciano Correggi – perché la gestione delle risorse del Piano di sviluppo rurale asse 4 da parte del Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano ha dimostrato in concreto come si può lavorare assieme. Lo dimostra lo stato di attuazione del budget che ci è stato assegnato di 10 milioni e 500 mila euro per l’attuazione dell’Asse 4 del Piano Regionale di Sviluppo Rurale. Infatti, siamo tra i primi in Italia il sistema dei Gal dell’Emilia Romagna, nel raffronto nazionale, è secondo solo a Bolzano, abbiamo investito a inizio anno già in misura di 6 milioni e mezzo, capaci di movimentare 20 milioni d’investimento tra Reggio e Modena”.

Sta per nascere una provincia ai vertici italiani, ma quattro secoli di ducato ‘forzato’, un secolo e mezzo di campanilismo alle stelle, per non parlare del tifo in ambito sportivo… lasciano il segno.

“Lo so, ma tutto questo si può leggere anche in chiave diversa e positiva. Vede, è capitato anche a noi – spiega Correggi – la tentazione di lavorare per territori, ma non funzionava. Proprio perché Modena e Reggio, oltre alla geografia, hanno molto in comune proprio a partire dalla storia e dalla cultura civica e amministrativa del buon governo. Quindi, coerentemente, la nuova programmazione 2007-2013 è stata rivolta indistintamente al nostro territorio di competenza – l’Appennino delle due province, assieme – e rileviamo che ha funzionato. Non a caso i 115 finanziamenti assegnati (un centinaio quelli privati) sono equamente ripartiti proprio tra Modena e Reggio!”.

Pare sia semplice…

“Ogni cambiamento richiede impegno e fatica. Pure l’unione tra Modena e Reggio – anche se personalmente ritengo che una provincia Emilia si sarebbe collocata ai vertici europei – richiede queste qualità, oltre a disponibilità e buon senso e, allora, i risultati si potranno cogliere. Sono ottimista”.

Ma nel Gal di campanile non si parla mai?

“No, forse agli albori. Ricordo che il Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano nacque per una felice intuizione del mondo cooperativo modenese nel 1994 e, solo nel 1999, si estese al territorio reggiano: era una condizione ancora più difficile che, al contrario, è evoluta alla buona efficienza che presentiamo oggi”.

Sia concreto…

“Beh, parlano le imprese e i territori che hanno sviluppato investimenti nei settori delle produzioni agroalimentari (il nostro obiettivo è di qualificarle e avvicinarle al mercato), quindi nella qualificazione ambientale, intesa come valorizzazione delle aree di pregio ambientale di Rete 2000 (per tutelarne i biotipi e l’educazione ambientale), nella diversificazione delle produzioni agricole per le produzioni energetiche (da fonti rinnovabili), e, non ultimo, la qualificazione dell’offerta turistica, sempre delle imprese agricole, proposte accolte favorevolmente dal mondo imprenditoriale che ha investito qualificatamente, con progetti di qualità.”

Sarebbe andata forse diversamente se il vostro Gal avesse dovuto finanziare gli enti?

“E’ una scelta che altri territori hanno fatto, ma che non rispondeva alle esigenze del mondo imprenditoriale reggiano e modenese e del tessuto economico e sociale. I soci e il consiglio del GAL hanno scelto prioritariamente di indirizzare le risorse allo sviluppo del sistema imprenditoriale del territorio, scelta politica della quale siamo orgogliosi. Ciò detto ricordo che il Gal è dentro un programma regionale definito dalla Regione, quindi dentro ad una procedura di governante concertata e l’attuazione del nostro lavoro è condiviso e concertato, come previsto, con i soggetti del territorio (Sistema Imprenditoriale, Comuni, Province, Regione). In questo modo abbiamo condiviso obiettivi, metodologie e decisioni ancora attuali”.

Qualcosa di perfezionabile, però, ci sarà…

“Dobbiamo lavorare per semplificare. Le procedure applicative del Piano di sviluppo rurale sono rigidissime e questo ha portato a complicazioni attuative. Aspetto che va cambiato nella prossima programmazione: è una richiesta di Modena e di Reggio che, ancora una volta, assieme, avanziamo sin dall’inizio della programmazione”.

Insomma, presidente, qualcosa che non va in questa unione nascente ce lo vuole indicare?

Si sta ragionando di riorganizzazione delle Province con nuove forme, quello del campanile però è un tema che mi appassiona poco, sarebbe più interessante partire dagli obiettivi invece che dai confini. La riforma che si sta attuando è molto importante, ma pare che nasca monca di un progetto più complessivo del riordino dell’assetto istituzionale che dovrebbe riguardare non solo le Province ma anche il livello di base comunale e le Regioni. Oggi si procede spesso sulla spinta del bisogno o della demagogia, perdendo l’obiettivo (che sarebbe un obbligo) dell’efficacia del progetto. Probabilmente sarà difficile trovare una efficace rappresentazione dei servizi locali con un nuovo organismo provincia di secondo grado. Così pure un livello di rappresentanza regionale, forse ancora un po’ troppo lontano dai cittadini e da territori. Vedremo, comunque, ricordo l’esperienza dei Gal: non guardare ai campanili, ma ai metodi e alle proposte concrete, credo dovrà essere la nuova strada da seguire”.

IL GAL ANTICO FRIGNANO E APPENNINO REGGIANO

Cosa fa l’agenzia che unisce Modena e Reggio

Il Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano, cooperativa, è di fatto un’agenzia di sviluppo che si rivolge all’area Appenninica di Modena e Reggio Emilia. Ha un comprensorio esteso in 31 comuni (18 modenesi, 13 reggiani, quindi tra 2 province, e 5 forme associative tra unioni e comunità montane). A tal fine si avvale di risorse appositamente predisposte dall’Unione Europea attraverso il programma Leader che ha lo scopo di favorire la vitalità dei territori rurali dell’Europa. Quindi ai Gal – per scelta nazionale – sono assegnate le risorse dell’Asse 4 del Piano regionale di sviluppo rurale. In particolare le misure: 411 agroalimentare (qualificazione, accorciamento filiera), 412 qualificazione ambientale (rete 2000 con la fruizione turistica ed educazione ambientale), 413 diversificazione delle produzioni agricole in agro energie, agriturismo) e qualità della vita (qualificazione del turismo ambientale e culturale in aree rurale). Oltre a queste la misura 421 per la cooperazione (tutte le attività che il Gal fa con altri Gal italiani ed europei): escursionismo polivalente o polifunzionale, Cammini d’Europa, valorizzazione dell’offerta agroalimentare collegata col turismo – progetto soft economy col Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano – in filiera col commercio e la ristorazione; progetto di valorizzazione turistica del castagneto.

viaModena 2000 Riordino Province, Modena e Reggio già lavorano assieme: il caso del Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano |.


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