La Regione Emilia Romagna striglia il turismo «Riviera caotica e poco innovativa»


Vivere di rendita non si può più. La Regione striglia il turismo dell’Emilia-Romagna e lo fa prima di tutto con la «capofila», la Riviera: troppo caotica e poco innovativa, secondo viale Aldo Moro.

«RIVIERA LONTANA DALLA VACANZA RILASSANTE»

– È precisa, fatta di critiche e suggerimenti, l’analisi che emerge dalle linee guida sulla promozione turistica per il prossimo anno approvate dalla giunta Errani lo scorso 16 aprile. In Riviera, si legge, «l’offerta balneare soffre di un sistema ricettivo che necessita di una complessa azione di ridefinizione strutturale, anche perché collocato, soprattutto nell’area sud della riviera, in un ambiente urbanistico che, se da un lato garantisce ampiezza di opzioni, dall’altro si sta allontanando dall’immagine di luogo di vacanza sostenibile, rilassante, rigeneratrice». Inoltre «la maggior quota dei servizi all’ospite manca di caratteristiche di innovazione e sperimentazione».

«APPENNINO IN CRISI»

– Ma non è solo il mare, in Emilia-Romagna, a dover cambiare rotta secondo la Regione. Anzi. «L’offerta dell’Appennino è quella che, più di ogni altra, soffre la crisi – si legge ancora nelle linee guida – la stagione invernale si chiuderà con indicatori estremamente negativi, in linea col livello nazionale, ma anche la prossima stagione estiva non si presenta sotto buoni auspici. Serve un cambio deciso di rotta verso l’innovazione totale del prodotto».

«CITTA’ D’ARTE, MANCA CULTURA IMPRENDITORIALE»

– E le città d’arte? Pollice verso anche in questo caso: «Faticano a posizionarsi sul mercato al di fuori del segmento business», perché «il contesto cittadino non sempre ha seguito questa evoluzione con adeguati servizi e cultura imprenditoriale». Non vanno meglio l’offerta termale e quella nel settore del benessere, «poco integrate» perché «vivono due percorsi separati all’interno degli stessi territori».

«SERVONO EVENTI E COMUNICAZIONE MIGLIORE»

– Cosa fare dunque? Tra le strategie indicate dalla Regione per guadagnare turisti, si raccomanda di «promuoversi all’estero attraverso l’utilizzo del brand o del prodotto più riconoscibile e affine su quello specifico mercato». Insomma, sfruttare una meta turistica o un prodotto tipico che faccia da «traino» all’intera Emilia-Romagna. Viale Aldo Moro punta poi sugli «eventi di sistema», come la Notte Rosa, e sullo sviluppo della Motor valley come destinazione turistica, «anche grazie al sistema aeroportuale del capoluogo». C’è poi l’invito per il 2013 all’intero sistema turistico regionale a stare compatto e muoversi insieme con una programmazione unica, senza sovrapposizioni, e con un maggiore legame tra operatori turistici, albergatori e organizzatori di eventi. L’ultimo suggerimento è sulla comunicazione: «L’attività di promozione 2013 dovrà fare leva su una comunicazione capace di trasmettere sensazioni vere ed autentiche – si legge nelle linee guida – la socialità del nostro territorio, unitamente a fattori quali la sicurezza, la vicinanza, la familiarità da un lato e la specializzazione, la tradizione, la solidità dell’offerta dall’altro sono i punti fondanti e comuni tra i vari prodotti turistici. Occorre evitare l’esaltazione e l’utilizzo improprio ed esagerato di aggettivi che non producono effetti positivi – ammonisce la Regione – per alcuni prodotti o territori, l’elemento glamour diventa vantaggio competitivo nella comunicazione».

OBIETTIVO CINA – Per il 2013, poi, l’Emilia-Romagna si prepara a dare l’assalto alla Cina. È questo il «mercato obiettivo» per il prossimo anno secondo la giunta Errani: «L’azione dovrà necessariamente essere di sistema regionale all’interno di una collocazione di brand Italia».

«DOCUMENTO APPROVATO DA TUTTI I SOGGETTI»

– Prima che si scatenino le polemiche, la Regione fa sapere che quello sul turismo è un documento «approvato all’unanimità dal Comitato regionale di concertazione turistica, organismo del quale fanno parte tutti i soggetti, pubblici e privati, che si occupano di turismo della nostra regione», i quali «oltre ad averlo votato, lo hanno anche apprezzato». Le linee guida per la promozione turistica 2013, dice ancora la Regione per bocca dell’assessore al Turismo Maurizio Melucci, sono uno «strumento di lavoro che, come tutti i documenti seri di programmazione, non nasconde niente, a partire dalle cose che si possono migliorare, con l’intento proprio di risolvere quelle criticità che, peraltro, sono comuni a tutte le realtà turistiche che hanno caratteristiche simili alla nostra Riviera».

 

 

viaLa Regione striglia il turismo «Riviera caotica e poco innovativa» – Corriere di Bologna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *