Il marketing dei contenuti


Oggi, non si parla d’altro: turismo 2.0, Facebook, Twitter, Youtube, blog, meta motori…e poi ancora blog trip – l’ultima tendenza del momento! – senza dimenticare i tanto osannati siti di review, come Tripadvisor o Trivago.

A questo punto sorge spontanea una domanda: perché sono così importanti?

Twitter cresce di 300.000 utenti al giorno. Ogni secondo vengono realizzati 600 tweet, 34.000 ricerche in Google e 700 post in Facebook. Esistono oltre 300.000 apps (iphone, ipad, blackberry, android); 4 mln di italiani si connettono ogni giorno

via mobile; 24 mln sono su internet e il 50% utilizza i social quotidianamente. Facebook ha 600 mln di utenti nel mondo e 18 in Italia, e gli utenti vi passano una media di 46 minuti al giorno. Alla luce di questi numeri, forse in parte e in modo indiretto, abbiamo già risposto alla nostra domanda.

Quindi: perché è così importante per le destinazioni e per le aziende turistiche essere presenti sui social media?

Innanzitutto perché il turista si trova lì ed è lui che decide.

Se vogliamo quindi entrare in contatto con i nuovi clienti/utenti, è necessario adeguarsi alle loro nuove esigenze, al loro nuovo di comunicare e di interagire e andare laddove loro si trovano, ossia nei social media e in rete.

È altrettanto importante dare loro quello che cercano, ossia contenuti che rispondano ai loro interessi, attualizzati e con la maggiore varietà di formati possibile.

Soltanto cosi si può pensare di soddisfare la domanda 2.0.

Una cosa è sicura: se non hai migliaia di fan in Facebook, se non hai abbastanza follower in

Twitter, se non hai un blog, se i blogger non parlano di te, se non hai una social media strategy non sei

una destinazione 2.0, ossia non esisti. E se non esisti, il rischio è quello di scomparire. Il turista infatti

preferisce ricavare informazioni turistiche da terzi: i blog generalmente sono i più utilizzati come fonte

prioritaria, seguiti da forum, social media, review site e meta motori (fonte: marketing sherpa 2010).

Una ragione in più per essere sui social!

Ma se la destinazione non ce la fa perché ancora non è preparata o non ha le risorse esiste un’unica soluzione: la Destination Content Strategy e il marketing dei contenuti.

I social media infatti non sono solo una questione tecnologica: diventare social non vuol dire solo investire in tecnologia e non vuol dire nemmeno avere una pagina su Facebook o un account su Twitter. Bisogna saper conversare, dialogare, partecipare e co-creare. Gli obiettivi di una destinazione sono di suscitare interesse, convincere, trasformare l’interesse in decisione,

fidelizzare, far parlare di sé, rendere il turista il proprio promotore e, in quanto tale, anche il più efficace, attivando così il famoso quanto prezioso passaparola. Quali sono quindi le azioni da effettuare? Raccontare storie sulla destinazione, aneddoti, informare, conversare, ascoltare.

Insomma, produrre contenuti.

via Destination Content Strategy e il marketing dei contenuti « Josep Ejarque.

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