Cominciamo a fare marketing territoriale ? E’ un’esigenza.


Abbiamo parlato di turismo in Appennino con Andrea Tosi, responsabile delle politiche economiche Cna (in fondo all’articolo la seconda parte dell’intervista, la prima è visibile sull’articolo “Modena e provincia, dati sul turismo. Utili a chi ? ”

Il turismo in Appennino vede un calo di presenze che ormai sembra un trend consolidato con punte disastrose legate in particolare alla mancanza di neve dei primi mesi invernali di quest’anno. Un segno di declino?

Le idee per contrastarlo puntano in alto: basarsi su piccoli interventi e aggiustamenti non farebbe che prolungare l’agonia del territorio.

Occorrono un progetto unitario di investimenti infrastrutturali, il rinnovamento e l’ampliamento degli impianti sportivi, il collegamento sciistico tra Cimone e Abetone, un centro acquatico polifunzionale, collegamenti efficienti, un modo diverso di utilizzo del web, unificando il sistema di prenotazioni e utilizzando portali di promozione anche per la bassa stagione.
Accanto alla necessità di nuove iniziative promozionali emerge anche l’urgenza del riammodernamento delle strutture ricettive sia per quanto riguarda la sostenibilità ambientale ed energetica sia per un avvicinamento agli standard europei.
E’ necessario pensare ad una formazione per gli imprenditori del settore e ad una attività di  sensibilizzazione nei confronti degli abitanti affinché siano consapevoli di vivere in una zona turistica e collaborino a rendere più accogliente il territorio.

Anche la promozione turistica deve uscire dagli schemi collaudati ma superati, rivolgersi al mercato straniero e guardare alle regioni vicine, inglobando nelle offerte città e luoghi non direttamente collegati a noi ma vicini, gestendo il turista da qua.  
Ma la cosa più importante ed urgente che emerge dall’intervista è la necessità di fare rete da parte di tutti gli operatori, enti compresi, di superare campanilismi e interessi individuali in nome di un progetto credibile al fine di attirare finanziamenti europei, regionali e da parte di enti e fondazioni oltre ad investimenti privati. Senza contare che un progetto unitario potrebbe indurre le banche ad un atteggiamento di fiducia con evidenti benefici rispetto alle erogazioni di credito.


Abbiamo condotto una piccola indagine telefonica su un campione di albergatori dell’Alto Appennino e di seguito sintetizziamo per punti le risposte alle domande.
1) Conferma del calo presenze per la stagione invernale in via di conclusione.
Gli albergatori rispondono all’unanimità in modo affermativo anche sulle percentuali che si aggirano intorno al 50% con punte del 60%.
2) Il comune promuove il turismo ?
A parte alcune posizioni individuali completamente negative o positive, gli albergatori hanno l’impressione che i comuni facciano quello che possono in relazione alle risorse disponibili.
3 Se il comune fa poco, che cosa dovrebbe fare ? Fiere, sagre, inziative, contribuiti ai gestori
E qui c’è la parte più interessante. Ecco i problemi e le proposte emersi con più frequenza, senza distinzione tra Cimone e Abetone:
– Organizzazione: l’impressione è che i comuni  comunichino in modo poco efficace e poco organizzato. Viene evidenziata la necessità di un coordinamento.
– Eventi, fiere e sagre: sono eventi ben visti e potrebbero essere di più ma non sono la soluzione.
– Valorizzazione del territorio: gli albergatori lamentano una valorizzazione non adeguata del territorio. Infrastrutture obsolete, viabilità difficile, mancanza di indicazioni utili all’indipendenza di movimento del turista, la manutenzione dei sentieri, la visibilità di luoghi ora non facilmente raggiungibili per mancanza di indicazioni (un esempio per tutti il Ponte del Diavolo)
– Neve: emerge la necessità che i flussi turistici non siano più legati solo alla neve anche in inverno , il che presuppone un’offerta territoriale di alternative in questo momento non presenti.
– Promozione turistica: l’esigenza è quella di una promozione più incisiva fatta da un organismo in grado di agire su tutto il territorio. Per quanto riguarda la promozione individuale ci si affida in genere al sito internet  e al passa parola, sintomo di un modo di fare accoglienza che stenta a slegarsi dai vecchi schemi.
– Rapporti con il territorio: è sentita la necessità di avere un ambiente complessivamente più accogliente e soprattutto di avere supporto da parte di tutti i gestori di luoghi pubblici come piscine, cinema, teatri, esercizi commerciali i momenti di arrivi più intensi con aperture e programmazioni mirate e straordinarie se necessario.

L’idea è che cominci a farsi sentire l’esigenza di essere all’interno di un’organizzazione ampia e in grado di rispondere alle esigenze di piccole zone, qualcosa che dial’idea di non essere lasciati soli a combattere contro eventi inattaccabili dal singolo (la crisi, la mancanza di neve, il cambiamento delle abitudini dei turisti rispetto all’utilizzo delle nuove tecnologie).
Siamo ancora lontani dalla consapevolezza che è necessario intervenire su ben altri livelli ma qualcosa si muove.

 


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