Modena e provincia, dati sul turismo. Utili a chi ? Per fare marketing del territorio occorre cambiare.


(video a fondo pagina con l’intervista a Tosi, CNA Modena)

I dati della Provincia di Modena sugli arrivi e presenze nelle strutture ricettive per il 2011 non sono incoraggianti.
In Appennino, nel primo semestre del 2011, comparato con lo stesso periodo del 2010,  il calo di arrivi per i turisti italiani è del 20%, più contenuto il calo delle presenze: -8%.
Gli arrivi dei turisti stranieri sono calati del 25%
il calo delle presenze arriva al 34%

Non solo meno turisti che arrivano quindi, ma anche soggiorni molto più brevi.


I dati relativi al secondo semestre 2011 rilevano che a fronte di un ottimo risultato nel mese di agosto rispetto allo stesso mese del 2010
italiani +33% arrivi
+1,2% presenze,
stranieri +29% arrivi
+54% presenze
gli altri mesi vedono cali anche consistenti fino ad arrivare ad un risultato disastroso ad ottobre sugli stranieri con un – 24% sugli arrivi e addirittura un -75% sulle presenze.
Non sono confortanti nemmeno i dati dei turisti italiani: + 27% di arrivi e -54% di presenze. Soggiorni lampo.

I dati di novembre e dicembre non sono ancora disponibili, ma ci sono voci confermate da alcune interviste sui risultati di gennaio 2012: -50% rispetto al 2011 con punte che toccano il -60%.
Sono dati raccolti al telefono, non elaborati e non divisi tra arrivi e giorni medi di permanenza ma sono comunque indicativi di una situazione critica. Febbraio non sembra andare meglio, almeno nelle prime due settimane.  
A gennaio la situazione metereologica ha sicuramente influito in modo pesante sul turismo in alto Appennino, ma come interpretare i dati che emergono dai mesi non legati alla stagione sciistica?

E’ tutta colpa della crisi economica?
Allora come si spiegano i dati non eclatanti ma positivi che riguardano in generale l’Italia soprattutto per quanto riguarda il turismo dall’estero forniti da Federturismo di Confindustria?


Guardando al periodo 2009/2010 incontriamo dati fortemente negativi sia sul turismo italiano che straniero riguardanti le strutture extra-alberghiere:
-29% arrivi,  
-17% presenze di turisti italiani e -37% arrivi,
-37% presenze di turisti stranieri.
A fronte di questo abbiamo un dato fortemente positivo (+35%) sulle presenze nelle strutture alberghiere per quanto riguarda i turisti stranieri. I dati guardati complessivamente sembrerebbero compensarsi.

Qualche breve considerazione.

La Provincia raccoglie per l’Istat i dati di arrivi e presenze giornaliere divisi per italiani e stranieri (divisi a loro volta per regione e paese di provenienza) di tutte le strutture alberghiere ed extra-alberghiere. I dati vengono poi aggregati e resi disponibili divisi per: anno e comune, mese e macro-aree, in ogni caso distinti tra italiani e stranieri.
Le tabelle disponibili dei dati 2011 si fermano ad ottobre.
A parte la difficoltà che questo ritardo crea alle associazioni di categoria e agli operatori turistici e la difficile interpretazione di quanto emerge dalle tabelle,  rileviamo che sarebbe utile una diffusione dei dati in modo più dettagliato.


– Dalla raccolta che effettua la Provincia è possibile creare tabelle mirate alla comprensione di flussi turistici di zone che comprendono più comuni ma non necessariamente coincidenti con unioni o consorzi.
– Occorre avere dati divisi per comune, giorno e strutture alberghiere ed extra-alberghiere. In questo modo gli operatori potrebbero aggregare i dati nel modo più funzionale all’obiettivo perseguito.
– E’ buona l’idea di Cna di cambiare  il metodo di raccolta rendendolo più semplice per i gestori di strutture e unificando in un’unica operazione la comunicazione dei dati alle forze dell’ordine e alla Provincia, magari tramite email. I dati sarebbero disponibili in tempo reale e probabilmente privi di errori legati non solo alla complessità del modulo mensile ma anche ad una possibile resistenza del gestore di fronte all’inevitabile impegno di tempo nella compilazione.
– Certo per rendere efficace e tempestivo un modello simile di rilevamento dati è necessaria la presa in carico da parte dell’Ente pubblico del lavoro richiesto ora agli albergatori e l’investimento di risorse in un centro elaborazione dati in grado di tradurre in tempi brevi il risultato raccolto in qualcosa di utile e comprensibile agli operatori del settore
– Si avverte inoltre la necessità di raccogliere dati qualitativi tramite sondaggi di opinione e interviste, importanti per avere il polso degli umori e delle intenzioni di albergatori, ristoratori e commercianti.
– E’ importante riuscire ad unire, mappandoli, dati sui flussi turistici in movimento, utilizzando software esistenti o modificandoli se necessario.
– Deve essere possibile visualizzare in modo chiaro e immediatamente comprensibile quello che succede a livello turistico sul territorio per individuare i motivi di alcuni periodi morti o zone in particolare difficoltà ed intervenire.  In questo modo si può visualizzare l’impatto di eventi, iniziative ed infrastrutture sportive o culturali sulle strutture alberghiere.
– E’ necessario quindi avere mappe integrabili che comprendano anche le risorse del territorio.

Cna propone l’utilizzo di grandi portali web ed in effetti strumenti che utilizzano tecnologie integrate e complesse si prestano meglio a circuiti la cui autorevolezza sia riconosciuta a tutti i livelli del settore e la cui dimensione superi le unioni di comuni e comprenda tutta la provincia, dando un’impressione di progetto territoriale  e non di frammentarietà sia ai tour operator che ai turisti.

Una buona politica di marketing territoriale non può prescindere dalla conoscenza del territorio in tutti i suoi aspetti e quindi si deve avvalere di raccolte dati sia quantitativi che qualitativi che abbiano come caratteristiche la possibilità di scendere nel dettaglio, la tempestività e la semplicità di fruizione per sapere cosa fare, come e quando farlo.

intervista a Andrea Tosi, CNA Modena


 


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